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Autosospensione autogena
Ammetto di non scrivere tanto spesso quanto una volta. Questa mia stitichezza lessicale dipende da diversi fattori. Lavoro, amore, elezioni. Andiamo in ordine.
Lavoro.
Mentre tutti i comunisti e/o perbenisti del mondo si lamentano dei palloni made in taiwan da bambini ridotti a semi-schiavitù, nessuno s'interessa dei cinesi nostrani - ovvero, i dipendenti-aziendali-aspiranti-manager-che-per-ora-aspirano-solo-la-merda. Bisogna dire che la gavetta fa bene a tutti, in questi casi si dice "è molto formativa". Ed infatti mi sto divertendo. Un capo decisamente pazzo (e l'adoro), dei colleghi ancor più pazzi (e li adoro) e delle richieste giornaliere che sfiorano l'eccezziunale veramente. Lavoro 10-12 ore al giorno. Lunedì passato sono sceso al centro storico ed ho scoperto che LA GENTE ESCE DURANTE LA SETTIMANA!!! E mi sono ricordato che anche io ero un simil-essere umano, prima di divenire culo-sedia-tastiera-mouse.
Amore.
Orbene, non vorrei dilungarmi molto su questa faccenda, perchè "sono fatti miei" e non ho mai amato i blog-diaro di bridget jones de noantri. Eppure, va menzionato anche questa come "causa" (grazie a dio!) della mia latitanza telematica. Ebbene sì, un gran putt****ne come me ha trovato una persona che lo sopporta e gli vuole persino bene senza doverlo pagare! E' davvero un progresso. Se ce l'ho fatta io, ce la possono fare tutti. Yes, we can!
Elezioni.
Da un mese vivevo in apnea politica, in eterna attesa del giorno dell'elezioni. Io non ho votato - perchè non mi andava di votare nè utile nè futile. Sono notoriamente socialista, ma dopo che Boselli ha chiesto a Mastella di candidarsi tra le sue fila, mi son detto: "Anche no!". Così, rimasto orfano di logo da barrare nella scheda elettorale, ho deciso di tracciare "X" a casaccio per la città. Poi mi ha beccato la polizia. Anyway: Berlusconi&Co. hanno vinto tutto, grazie a Bossi-piglia-tutto e a Lombardo-cose-di-Famiglia. Come ciliegina sulla torta, ieri Alemanno - per gli amici, "Alle mani" - ha stravinto a Roma. Già si dice che per passare sotto i varchi della zona a traffico limitato bisognerà fare il saluto romano. Fra due anni si vota nella mia città, Napoli. Ed anche lì mi asterrò: una cosa è sopportare la munnezza, peggio è generarne di più.
Buona vita a todos,
Il SarcoTrafficante.
Stradally correct
Esistono piccole abitudini di guida a cui tutti sono legati - e, anche laddove queste siano proibite dalla legge, si continua a perpetrarle all'infinito. In particolare, parlo di: non allacciarsi la cintura di sicurezza, parlare al cellulare e farsi fare un pompino e/o una sega. D'accordo, forse quest'ultima non è proprio un'abitudine da tutti, però non escludiamo le minoranze dalla discussione.
1. Allacciarsi la cintura di sicurezza.
Perchè è prescritto dalla legge? Perchè è obbligatorio? Bisogna sempre andare alla "ratio" della legge, alla sua ragione intrinseca, per capirne le eventuali eccezioni. Mi sono fatto l'opinione che sia obbligatoria, perchè - al momento dell'incidente - si diventa una spesa per il sistema sanitario nazionale. Ergo, mettendosi la cintura, si fa risparmiare lo Stato. Spero vivamente che sia questa la ragione; perchè di altre non ne vedo. Ebbene, nonostante ciò, io continuerò a non mettere la cintura, perchè lede il mio personale diritto universale a schiantarmi ed uccidermi quando,come e dove voglia.
2. Parlare al cellulare.
Su questo, sono d'accordo. Per una semplice ragione: parlare al cellulare distrae dalla guida - e questo significa mettere in pericolo gli altri. La mia libertà finisce dove inizia la tua; questo caso sottintende a questa magnifica legge dello stato liberale. E non c'è eccezione alcuna. Certo, le cuffiette sono scomode e bruttine. Per quello, ho comprato delle magnifiche cuffie bluetooth supertecnologiche. So I'm Safe and Fabolous!
3. Pompino in auto (a.k.a. Auto-pompa)
Sono molto combattuto al riguardo. La mia parte razionale mi dice: è pericoloso, perchè sei distratto. La mia parte passionale dice: sti cazzi, è pur sempre un pompino! La legge non vieta di farsi fare un servizietto mentre si guida - il nostro codice civile chiama "PROSELITISMO" essere pappone, figuriamoci POMPINO..dovrebbe riferirsi a "SUZIONALITA' RIPETUTA", o qualcosa del genere. Ecco - mettiamola così: con l'auto-pompa bisogna andarci piano: è un pò come bere. Se sai che puoi reggerlo, fallo pure - ma se sei anche minimamente dubbioso sulla tua tenuta, evita con tutto il cuore.
Amo guidare e sinceramente preferisco gente che trasgredisce in queste piccole "manie", piuttosto che sopportarmi quei dementi imbranati su una strada a due sensi e due corsie che vanno a 30km/h e ti bloccano per 40 minuti sulla fottuta Ardeatina, quando devi arrivare in uffico entro le 8.50! Quelli andrebbero arrestati seduta stante. Ma dico, non avete un cazzo da fare? E soprattutto..se siete cagasotto, cazzo vi mettete a guidare a Roma e/o Napoli? Statevene a casa, o meglio, trasferitevi in città dove la gente non c'ha un cazzo da fare come voi*.
Buona guida a tutti.
*tipo Caserta, o Parma..o altre non-città pseudo vivibili e divertenti quanto bersi della bile di capra morta di tisi.
Grasso è SUV
I grassi andrebbero fatti sparire dalla circolazione. Per grassi, intendo gli esseri umani che smettono di essere tali per l'amore verso l'adipe e i rotolini. Fermi: non sto facendo apologia dell'anoressia, ma semplicemente sto denigrando il suo opposto come male assoluto della società. Pensateci: a parte i rom, cosa disturba maggiormente la nostra vista? Quei grassoni inutili che peraltro, senza alcun ritegno, mettono vestiti strettissimi. Andrebbero multati per offesa al pubblico pudore, oltre che per immissione eccessiva di ossido di carbonio. In Inghilterra, il terzo fattore d'inquinamento sono i peti delle vacche - secondo me il primo sono i peti dei grassi. In Italia, ancora ci salviamo grazie alla dieta mediterranea e alla velinite acuta, che come unico vantaggio porta le grasse a sentirsi non-umane e a limitarsi nelle uscite in luoghi aperti. Ma pensate che succederebbe se non ci fossere canoni estetici così rigidi rispetto alla silhouette femminile? Le donne inizierebbero a sentirsi in diritto di mangiare tanto; potrebbero addirittura scoprire il piacere della tavola. Ed allora saremmo tutti fottutti. Perchè se una donna inizia a capire che la vita non è fatta solo di divieti, poi il passo per arrivare a pretendere altri diritti è molto breve! E questo non va assolutamente permesso. Diritto=inquinamento. E non ce lo possiamo proprio permettere per il buco dell'ozono e compagnia bella. Invece di fare la domenica ecologica, dovrebbero fare la domenica grassologica, in cui ai grassi sia vietata la circolazione - soprattutto d'estate, quando sudano almeno il quadruplo delle persone normali. I grassi sono come dei SUV e vanno stoppati prima che proliferino eccessivamente come negli Stati Uniti!
TUTTI UNITI contro i GRASSI.
Homo non consumens ma decisamente demens
Sono da tre giorni bloccato a casa. Intrappolato da una faringite che ci tiene a sopravvivere più del governo Prodi. E se ancora non vedo sciogliersi le camere, vedono almeno l’aspirina sciogliersi nel bicchiere d’acqua. E mi chiedo sinceramente come si possa stare a far nulla. Esistono davvero persone che restano immobili davanti alla tv o alla playstation per ore ed ore? Io li ammiro! Hanno una forza di volontà da bramino indiano, cavoli. Io se resto allo stesso posto per più di 30 minuti, inizio a vedere i mostri e a parlare con le fate. Non sono adatto alla vita sedentaria. Quella è fatta per chi è a posto con il cervello. O per chi crede che gli shorts anti-cellulite possano davvero ridurre il giro-coscia da seduti. E allora stai lì e pensi a cosa fare: leggere, navigare in rete (ovvero, leggere in LCD), vedere un po’ di televideo (ovvero, leggere in catodico), e leggere ancora. Dopo un po’, però, leggere inizia a romperti le balle – non per l’atto in sé, quanto per l’assenza di alternative valide. E così mi butto nella Rete, a fare shopping on line: l’unica cosa che ricordo è aver raggiunto il limite della carta di credito in 30 minuti. Cosa ho acquistato non lo ricordo mica. E l’e-shopping neanche ti da la soddisfazione di “possedere la roba”.Frustrante il consumismo posticipato. Ma la cosa peggiore che può capitarti durante questo periodo di ozio obbligato è pensare al senso della vita. Se inizi a fare bilanci, dalla finestra ti lanci – diceva sempre mia nonna paterna. E come darle torto! Ma chi ha inventato le turbe esistenziali? Filosofi, poeti, artisti: gente che non aveva un cazzo da fare. E tu non puoi permetterteli certi discorsi, perché all’indomani ti ritrovi sempre al tuo solito posto di lavoro. Ma con più paranoie di prima. Così inizia il porno-festival: recuperi la tua bella cartella “TOP SECRET” e dai libero sfogo alle tue fantasie più perverse. Dopo 10 minuti sei punto e a capo. La frustrazione aumenta e le ore non passano. E maledici il giorno in cui il dottore ti ha dato 3 giorni di malattia. È triste la vita dell’homo consumens quando non consume. Anche perché si scopre solo homo e si sente un emerito cazzone.
I dont wanna hear, I dont wanna know...
"I dont wanna hear, I dont wanna know, please dont say you're sorry;
I've seen it all before, and I can't take it anymore...."
Questo è il refrain di "Sorry" - tra le ultime canzoni di MAdonna. Praticamente la colonna sonora degli ultimi tre lustri della politica italiana. Il governo Prodi è caduto? Un governo istituzionale? MARINI al governo? Sembra una fiction da fascia pomeridiana-digestiva, ma in realtà è sempre la stessa solfa. E la digestione la blocca, non la favorisce di certo. Se si potesse cambiare canale, sarebbe tutta un'altra storia; ma dobbiamo sorbircela over and over again. E i giorni passano, e le forze sociali "chiedono una nuova legge elettorale" e MArini dice che "è un compito gravoso", e Veltroni che "sfida Berlusconi a correre da solo" (Veltroni ci somiglia a Forrest Gump, ma come può pretendere che il Parrucchino Deambulante corra?). Insomma, il solito calderone ndò-cojo-cojo in salsa montecitorio; mentre i primari dei policlinici romani firmano un documento per "salvare il feto anche se la mamma vuole abortire". In un viavai di fuggi-fuggi generale, è bello sapere che le stronzate rimangono ben salde nei loro scranni. E dire che c'è stato un periodo in cui ho creduto che Prodi ce la potesse fare; non avevo fatto i conti con Mastella e Dini. Mastella e Dini. Mastella e Dini. Mastella e Dini. Niente, di solito ripetere dei nomi ne fa perdere la carica negativa: in questo caso, non fa altro che incazzarmi di più.
Ed allora, non ci tocca che piangere. Ed aggrapparci all'illusione che prima o poi partano i consigli per gli acquisti. O che si cambi ritornello.
Spreconi
“Sei troppo sprecato per lavorare qui”.
Questo è il mio mantra, il topos, l’ossessione della mia intera esistenza lavorativa. In ogni posto di lavoro, inevitabilmente, si emette la stessa sentenza nei miei confronti. Mi sono sempre domandato se per genuina sincerità o per voglia di sbarazzarsi di me. Una frase del genere, apparentemente benevola, rivela un sottile strato di acidità; essa, di fatti, implicherebbe un’altra affermazione: io non sono bravo come te e quindi mi merito di restare a marcire qui. E quanto è plausibile che una persona pensi questo di sé? Ecco perché si profila all’orizzonte la seconda opzione. E’ un po’ come quando si lascia una ragazza e le si dice: “amore, ma guarda, non sei tu, il problema sono io!”. Che è l’equivalente di un’inculata senza lubrificante – in cui sei pure costretto a sorridere. Io amo lavorare sodo, e non importa cosa faccia e con chi lavori, l’importante è che ci sia rispetto e professionalità. Il resto va da sé. Credo che le uniche persone sprecate a lavoro siano quelle che non si fanno mai i cazzi loro. Pardonez moi.
P.s. Esistono persone che davvero pensano che tu sia sprecato per lavorare dove lavorano anche loro. Ma quando le trovi, è meglio convincerle a lasciare il loro lavoro.
Bilancio attivo o passivo?
Odio fare bilanci, odio bilanciare le opinioni a fine anno e bilanciarmi sulla bilancia; eppure vorrei fare il punto della situazione. Davanti a me ho un anno che inizia con due belle novità: nuova casa e nuovo capo a lavoro.
Ecco i miei numeri del bienno romano:
- 25 : sono i mesi totali della mia permanenza a Roma
- 3: sono le case che ho dovuto cambiare
- 1 perchè la padrona ha voluto dare la casa alla figlia
- 1 perchè era abitata da comunisti zozzi come un tampax usato
- 1 perchè il padrone deve ristrutturare la casa per farla diventare una sauna gay
- 2: gli amici VERI
- 40+: gli amici-si-fa-per-dire
- 30: sono le persone con cui sono uscito per appuntamenti ONE-SHOT
- 0: sono i fidanzamenti seri
- 4: sono i lavori che ho svolto
- Brand Manager Assistant alla Colgate
- Media Planner Assistant alla Zenith
- Media Planner Assistan alla Carat/ACT
- (attuale) Assistant Category Manager alla Johnson's & Johnson's.
Olè. C'è chi dice che è un bilancio da sfigato. Per me è un bilancio assolutamente positivo. Ho fatto (e faccio) lavori che mi piacciono, ho conosciuto tanta gente, ho degli amici sinceri, ho sempre vissuto in belle case. Gli unici punti dolenti sono i coinquilini (tranne la prima, cn gli altri è stato un disastro) ed il fidanzamento mancante.
A questo punto, voglio mettere i buoni propositi del 2008.
1. Continuare la palestra; obiettivo: guardarmi allo specchio ed arraparmi
2. Mantenere posti di lavoro; obiettivo: pagarmi i marchettari che sono carissimi!
3. Avere buon rapporto con i nuovi coinquilini; obiettivo: sentirmi a casa e mai + ospite
4. Esami all'università: devo ancora finire sta cazzo di laurea. Ma chi c'ha il tempo
5. GMAT: devo passare assolutamente l'esame del GMAT
6. Francese: devo impararlo assolutamente, è un must, cazzo!
Ecco quà. In fondo, non sono difficilissimi. Mi converto al cattolicesimo se la Madonna mi aiuta. E se non lo fa, mi rivolgo direttamente alla cantante: che almeno c'ha un blog!
Un saluto e buon anno a tutti,
Il Sarcotrafficante
Perchè sono fatti miei
Ennesima seratra in disco, ore 4:00 am.
Sono arrivato alle 2, perchè mi sono svegliato all'una, dopo un'intera giornata di trasloco (dalle cinque della mattina!): ritmi cinesi, li chiamerei. Nonostante ciò, mi decido ad andare a ballare: dopo tutto, il corpo fa tutto da solo appena sente la musica. Una serata francamente fiacca, la gente è tutta in vacanza. Ma per me era la situazione ideale per socializzare, laddove quando c'è folla preferisco evitare qualsiasi contatto umano. La verità è che ho una difficoltà enorme a socializzare, perchè ho uno sguardo perennemente incazzato, un fare incazzato, un ballo incazzato. La gente non mi si avvicina per paura di beccarsi un cazzotto.
Passo la serata a ballare, bum bum bum. Verso le quattro mi siedo su un divanetto, osservando etologicamente gli altri animali da ballo. Vedo da lontano quanto di più arrapante ci sia nella sala ed iniziano immediatamente i film porno nella mia testa. "Non è roba per me " - mi ripeto lasciando subito perdere. Continuo nel mio dancer-watching quando sento una voce da dietro: "Che si può fumare qui?" - mi chiede. Mi giro ed è proprio la persona di cui sopra. Rispondo: "Cazzo te ne frega, fumano tutti" - e sorrido. Coatto, ma perchè devi sempre fare il coatto? Potevi fare l'educato, il perbene, ma no! Eppur mi sorride e si allontana. Coglione, parla, parla, non restare immobile tipo bimbo down con acne e alitosi. Sei un bel ragazzo, cazzo. Per quindici minuti proseguo in questa mia apatia apparente, ma in ogni tanto guardo nella sua direzione e ci sorridiamo.
Dopo di che, decido di avvicinarmi, ride e mi dice: "Somigli una cifra ad un mio amico". Sai che sorpresa, me lo dicono 3-4 persone al giorno. Non è bello ricordarsi sempre di avere un viso dozzinale. Glielo dico, si mette a ridere e mi fa: ma se sei così bello! E mi bacia. E mi BACIA! Cioè, fa la prima mossa: MAI CAPITATO IN VITA MIA. Sono spiazzato, ed anche un pò innervosito: sono io il cacciatore, cazzo. Certo, un cacciatore down, ma pur sempre con un suo orgoglio. Prendo in mano la situazione, l'avvolgo nelle mie braccia, stringo a me il suo corpo e continuiamo a baciarci per 15 minuti (che in discoteca è come baciarsi per 2 ore fuori). Ci scambiamo numero di telefono.
Ed eccomi qui a scriverne - dopo 6 ore dall'incontro. Ho voglia di fare un'esterna con questa persona (mi piace dire "fare un'esterna" - mi fa sentire tanto tronista trash), ho voglia di farci sesso, di parlare di me, di sentire della sua vita. Non mi capita spesso di sentirmi così attratto da una persona. Spero non sia solo effetto digestione post-cenone natalizio: lo stomaco sa farmi strani scherzi.
Beoti per Porcelli
Ieri sera, in un Warner Village brulicante e bulimico di umanità, ho avuto il piacere di vedere "Leoni per Agnelli", l'ultimo film di Robert Redford, nella duplice veste di attore e regista. Partiamo dalla trama. Tre storie interlacciate: un professore cerca di convincere un suo alunno promettente a tornare allo studio, una giornalista in crisi che si rifiuta di scrivere l'ulteriore articolo di propaganda sulla politica estera americana e due soldati al fronte che muiono per la patria.
Tre storie di scelte, la prima ancora da prendere, la seconda già presa in passato ma su cui nasce un ripensamento e la terza già presa e di cui se ne pagano le conseguenze. Il backgroud storico - la guerra USA al terrorismo - è solo un espediente per parlare della grande tematica del "limen", ovvero, del limite, di quei riti di passaggio che caratterizzano la fase di ogni tribù, società, nazione. Redford è avaro nelle inquadrature, non gioca di macchina e non fa sfoggio di una fotografia delle migliori, ma riesce a rendere bene l'idea di una società che s'interroga e che è in fermento proprio perchè soggiacente al periodo storico attuale. Scegli anche quando scegli di non scegliere, sembra suggerire in più fasi il regista. E la Storia con la S maiuscola diventa la storia quotidiana di persone che - loro malgrado - si trovano a vivere in un sincretismo senza soluzione di continuità.
Siamo di fronte ad un capolavoro? Non credo.
Ma di sicuro c'è il tentativo di un americano di parlare dell'america di oggi - senza scadere in patriottismi o michaelmoorismi inutili. Piacevole.
Sex on the rock
Vedendo un vecchio porno degli anni 70 mi sono quasi commosso. Quanta spontaneità, quanta leggerezza, quante risate e quanti peli! Non esistevano ancora le dive e i divi ipervitamici, iperglabrici e ipermercateschi dei giorni d’oggi. Che effetto calma-zen vedere queste scene semplici, quasi tenere ed innocenti; non mi sembrava di vedere pompini ma poesie genitali se paragonate oggi ai porno falso-casarecci con donnoni silicon-valley e maschioni genitalmente corretti.
Questo porno vintage mi ha riportato ad un’epoca in cui non ho mai vissuto, in cui il sesso era gioco, scoperta, risate e divertimento; insomma, il sesso non sottendeva ancora alla logica de “lo famo strano” quanto piuttosto “famolo e basta”. Molto semplice, poco sovrastrutturale, porco marxista, molto darwiniano, poco estetico ma molto equo e solidale. E se l’audiovisuale di una società ne dispiega le sfaccettature, l’audiovisuo-anale ne dispiega la fenomenologia. Ed il nostro tempo ha proprio una fenomenologia di merda. Anche a letto.
Perplesso
Discoteca. Sguardi complici. Mi avvicino. Mi piace. Chiedo il nome e poco dopo il numero di telefono. Ridiamo, flirtiamo. Dopo poco mi chiede l'età, 25 rispondo, 35 mi risponde. Sei troppo grande mi dice. E se ne va. Il cieco accusa il paraplegico di non vedere. Inizio io a farmi vecchio davvero o sono gli altri ad essere stronzi vecchio stile?
Phone sex
Amo fare sesso telefonico.
Anche se a volte la cornetta s'incastra.
Programmazione di stasera
Buonasera,
sulla nostra rete stasera andrà in onda lo sceneggiato: "Anche i Berlusconi piangono"; la puntata dal titolo "Anche io voglio il PD" vedrà coinvolto il protagonista in una fitta trama di intrighi e tradimenti da parte della suocera Fini e la nonna Casini. Il protagonista sbaraglierà tutti con una
geniale trovata per sollevare le sorti sue e degli italiani con reddito superiore a 500.000 euro l'anno. Si sconsiglia la visione ai bambini sopravvissuti alle abbuffate comuniste.
Ed ora, vi lascio ai consigli per gli acquisti. Di senatori.
Buona visione.
Idratata chiama Idraulico
Recentemente, David Cameron - capo dei conservatori inglesi -
è stato scambiato per un idraulico da Kate Moss. La top model, dopo una cena di gala con al fianco il politico che le ha parlato delle inondazioni nella sua contea di nascita, ha pensato bene di chiamarlo per una riparazione ai tubi del bagno.
La prossima volta che mi avvicino ad una top modell ricordatemi di non parlarle del brutto tempo di questi giorni. Potrebbe prendermi per Dio.
C'è corrisposta per te
Sull'amore non corrisposto ci hanno costruito carriere letterarie centinaia tra poeti e romanzieri. Hollywood deve buona parte dei suoi introiti a storie di amori unilaterali, che inevitabilmente finiscono con l'happy ending. Eppure, nessuno parla della faccenda in maniera seria. Un amore non corrisposto cosa è? Dipende dai punti di vista.
Per chi ama, è una gioia infinita, fonte di sogni e fantasie notturne e diurne, ma anche di incubi e paranoie continue. Per chi è amato, è fonte di lusinga - nel caso ne sia a conoscenza. L'amato coscienzioso abbandona l'amante per evitare di farlo soffrire, mentre l'amato vanesio si crogiola nella sofferenza altrui.
Ma esiste un ulteriore punto di vista: quello dell'osservatore esterno, forse un pò cinico, ma pur sempre in diritto di osservare. E tale osservatore cinico potrebbe pensare che l'amore non corrisposto - se spiattellato pubblicamente - è un grande atto di maleducazione, un gesto unilaterale che non tiene in considerazione degli altrui sentimenti. E' un atto prettamente egoistico che automaticamente mette l'amante nel diritto di sentirsi "vittima" e di essere compiatito.
Non dico che chi sia in una situazione del genere debba pensarla come tale osservatore esterno - sarebbe disumano. Ma almeno esorterei il pubblico di tali manifestazioni di vittimismo a non prestare troppo ascolto alle eventuali lamentele di un amante non corrisposto. La sofferenza è privata; quando la si rende pubblica, diventa piagnistero.